guerra all'italico declino

FEDERALISMO; necessità italica di DITTATURA CORRETTIVA a tempo determinato per eliminazione corruzione, storture e mafie; GIUSTIZIA punitiva e certezza della pena; LIBERISMO nel mercato; RICERCA/SVILUPPO INNOVAZIONE contro la inutile stabilità che è solo immobilismo; MERCATO DEL LAVORO LIBERO e basato su Meritocrazia e Produttività; Difesa dei Valori di LIBERTA', ANTIDOGMATISMO, LAICITA' ;ISRAELE nella UE come primo baluardo di LIBERTA'dalle invasioni. CULTURA ED ARTE come stimolo di creatività e idee; ITALIAN FACTOR per fare dell'ITALIA un BRAND favolosamente vincente. RISPETTO DELLE REGOLE E SENSO CIVICO DA INSEGNARE ED IMPORRE

mercoledì 4 dicembre 2013

altro che sciopero di GENOVA!

Il vero bene comune non sono i servizi pubblici ma la loro efficace efficienza.

Capito sindacati difensori dei lavoratori nullafacenti o politico-clienti?!.

Il lavoro è un diritto per chi se lo merita, per gli altri non può essere un costo sulla gente in nome del buonismo tout court.



I gran FIGLI DI HAMAS preparavano un massacro..

Israel Security Agency has reported that a Hamas cell from Ramallah planned a terror attack that was to take place in Jerusalem over the Rosh Hashanah/Yom Kippur holidays in September. The attack was thwarted by a Givati Brigade soldiers. The Hamas cell had also been producing rockets.
A joint effort between the Israel Police, Border Police, IDF and the ISA resulted in the arrest last month of several members of Hamas’ military infrastructure. The terrorists were from the Jerusalem and Ramallah branches of Hamas’ military wing. They were apprehended during advanced stages of planning a bomb attack in Jerusalem, which they intended to carry out during the Rosh Hashanah/Yom Kippur Holidays.
Hamas explosive device
Hamas explosive device
The leader of the group was Hamdi Hasneen Hamdi Romana, born in 1991, whose father, Hasneen Romana, was one of the leaders of Hamas’ military wing in Ramallah.
Hamas explosives laboratory revealed
During the investigation, the ISA uncovered a weapons laboratory at the home of Romana, with chemicals used to make explosives, and educational materials with instructions on explosives production. The ISA said that during their search they were in contact with a laboratory worker and two residents of Ramallah who provided him with chemicals in order to produce explosives. The three were detained for questioning and pleaded guilty to the charges.
Hamas explosives laboratory revealed. Photo: ISA Spokesperson
The investigation also found that the terrorist cell had been planning other attacks, including: An attempt to harm IDF soldiers in Ramallah through a booby-trapped house; intention to produce rockets and launch them at Israeli communities near Ramallah; and an attempt to procure guns to fire at IDF soldiers at the Himza checkpoint in North-East Jerusalem.
The ISA emphasized that the newly-exposed terrorist cell demonstrates the high motivation of terrorists in the West Bank, lead by Hamas, to carry out attacks in Israel.

Increase in terrorism

Members of the terrorist cell were arrested by soldiers of the Givati ​​Brigade. “The infrastructure was very extensive and it took about two weeks to catch all of the members”, said the Tzabar battalion commander, Lt. Col. Liran Hajbi. “We carried out the raid of the house of the head of the cell in the heart of Ramallah and arrested two members, and through them we found the other members. The material we found there was advanced.”
During the raid, residents of the neighborhood rioted in order to prevent the arrest. “We faced resistance even within the house,” said Lt. Col. Hajbi. “But the soldiers came prepared, and ready. We arrived with a reserve force and an extraction force, and we entered under maximum security. We isolated the operating space, and prevented public disturbances. The extraction had to be done swiftly.”
The Tzabar Battalion began operating in the Ramallah area in recent months. According to Lt. Col. Hajbi, last month saw a significant increase in terrorism in the area. “Arrests and raids were carried out every night to reduce the chance of terrorist attacks,” he added. “About a week and a half ago we carried out a similar raid. The battalion’s spirits are high and we will continue to work hard during the upcoming nights.”

PER LIBERARE SPAZIO NELLE CARCERI LIBERIAMOCI DEGLI INGOMBRI


Indulto, amnistia??!..Noi siamo per una soluzione migliore per liberare spazio. 
Colpo alla nuca agli ergastolani o ai condannati per crimini gravi, pallottola a carico delle rispettive famiglie di appartenenza (una cosa i comunisti ce l'hanno pur buona) così come incenerimento dei cadaveri per non occupare suolo dei cimiteri vendibile.

I CINESI IN ITALIA NON DOVREBBERO POTER APRIRE NEMMENO UN CHIOSCO DI PIADINE

martedì 3 dicembre 2013

Uno stato tiranno che dissangua il suo popolo e gozzoviglia alle nostre spalle




Giovanni di Salisbury (1110-1180) teorizzò la liceità del rovesciamento del tiranno quando questi empiamente tradisCe la stessa origine della propria autorità.

Qualsiasi sia l'origine dell'autorità, il "tiranno" dunque si può abbattere, ovviamente con la violenza.
Sta al giudizio dei singoli determinare se esiste un "tiranno"

ed assumersi la responsabilità (politica e non solo) di denunciarlo e di agire contro di lui.

 C'è da dire che di fronte all'incapacità manifesta del metodo democratico di sciogliere i nodi di questo Paese, preso atto di un clima di reciproca delegittimazione delle forze politiche e di una profonda serie di fratture interne al nostro tessuto sociale, era in qualche modo prevedibile si facesse strada, razionalmente, l'idea che da un'estenuante e inconcludente guerra civile fredda, tanto valesse escalare a una guerra civile calda: prosecuzione dell'intercorso politico auspicabilmente breve, intensa e, soprattutto, risolutiva.

VIA!


Stremati dalle tasse, perseguitati dalla loro riscossione, vessati da un sistema bancario che stringe fino a strozzarci, soffocati dalla burocrazia dalla strafottenza di uno stato che non paga i suoi debiti, ma che pretende di incassare i suoi.
I servizi si depauperano giorno per giorno, devi pagare tutto e devi pagarlo prima. Un sistema giudiziario ideologico punitivo e inefficiente. Il lavoro c’è, ma nessuno te lo paga.

Tutti dicono che dobbiamo cambiare, che stiamo cambiando e che cambieremo, ma anno dopo anno si cambia in peggio. Io sono sempre stato un inguaribile ottimista, ma tentenno davanti a cose che non succedono e a cambiamenti che a ogni svolta ti buttano più giù.

Le idee, i progetti restano impigliati nella rabbia dei denti sempre più stretti. La creatività diventa entropia asfittica sotto onde anomale che sono sempre meno metafore: il paese annega e anche questa non è solo una metafora.
E allora perché non accettare le offerte dell’Austria o della Svizzera dove servizi tasse e burocrazia non ti assalgono quotidianamente in un corpo a corpo estenuante? Me lo domando ormai ogni giorno e temo la risposta.

FONTE:

domenica 1 dicembre 2013

CONQUISTARE LA SIRIA!

 dal FOGLIO di  29/11/2013, a pag. 3, l'articolo di Daniele Raineri dal titolo
 "Il Mossad dice: ora potremmo marciare su Damasco in un giorno".

Daniele Raineri


Roma. Martedì il gabinetto di sicurezza israeliano è andato in una sede del Mossad per ascoltare il rapporto annuale sulla sicurezza di Israele in medio oriente, scrive il quotidiano Yedioth Ahronoth. Il gabinetto di sicurezza è un Consiglio dei ministri ristretto a Difesa, Sicurezza interna, Finanze e Giustizia, con qualche aggiunta facoltativa. Secondo il rapporto del Mossad che è stato presentato al comitato, la posizione di Israele è migliorata perché molti stati arabi che sono suoi nemici tradizionali o potenziali in questo momento sono alle prese con sconvolgimenti interni. La Siria è stata costretta a cedere il suo arsenale di armi chimiche, oltre a essere indebolita da una guerra civile violenta.

Secondo gli analisti dei servizi segreti, se prima l’esercito israeliano avrebbe avuto bisogno di una settimana per arrivare fino alla capitale Damasco in caso di guerra, ora potrebbe arrivare a Damasco in meno di un giorno. Pure il Libano soffre della stessa situazione, in misura molto minore. L’Egitto è impegnato anch’esso con la situazione interna e sebbene i generali stiano esercitando il massimo del potere l’esercito del Cairo non investe e non si evolve.
I servizi segreti hanno spiegato ai ministri israeliani che il presidente dell’Autorità palestinese, Abu Mazen, sta guadagnando legittimità dai negoziati e dalle relazioni diplomatiche con Gerusalemme, ma non è affatto certo che firmerà un accordo con Israele.


Su Gaza hanno detto che c’è parecchio malcontento tra la popolazione della Striscia, ma che Hamas governa con pugno di ferro e non si farà cacciare. L’Egitto ora è durissimo con Hamas Il Mossad sottolinea che grazie al caos in Siria ci sono gruppi terroristici che stanno diventando più forti e come anche Hezbollah in Libano stia diventando più forte, ma buoil nemico più pericoloso per Israele è sempre l’Iran per il suo programma nucleare. Il rapporto del Mossad conferma quel che da tempo si va osservando in medio oriente. Se prima c’era preoccupazione per le ribellioni che tra la fine del 2010 e il 2011 hanno sconvolto il mondo arabo – perché si temeva che l’esito finale delle primavere arabe fosse un grande califfato islamista, semplificando – ora si vive in un’età di mezzo, in cui ogni avvenimento va seguito senza più il lusso delle interpretazioni troppo generiche o delle previsioni a lungo termine. Senza Mubarak, si diceva, l’Egitto cadrà subito sotto il controllo dei Fratelli musulmani.

 E’ sembrato vero per un anno, ma poi sono arrivati i generali.
Dal punto di vista di Israele, la situazione è migliorata. Il governo del Cairo non si era mai mostrato così duro con i vicini di Hamas: oggi distrugge i tunnel di contrabbando allagandoli con acqua di fogna e fa persino sorvolare la Striscia dai suoi droni, “per scegliere possibili bersagli in caso di guerra” – che è un comportamento di routine per quanto riguarda gli israeliani, non per un paese arabo che soltanto fino a luglio era governato dalla Fratellanza. Il Cairo ha pure perso una parte degli aiuti militari americani, che formano la frazione più avanzata e sofisticata del suo equipaggiamento. Il caso della Siria è ancora più eloquente: non si sa cosa succederà in futuro, ma per ora l’esercito di Bashar el Assad è impegnato a sopravvivere nella lotta quotidiana contro una guerriglia eterogenea che include i gruppi più pericolosi dell’islam militante internazionale. In questo scenario dagli orizzonti molto stretti, i decenni passati dai generali siriani ad addestrare ed equipaggiare le Forze armate per l’eventualità di una guerra contro Israele non contano più. Le preoccupazioni maggiori riguardavano l’arsenale chimico: un esercito anche allo stremo è pur sempre capace di piazzare un colpo estremamente duro se dispone di armi di distruzione di massa.
Inoltre, se Assad avesse perso il controllo delle basi, le armi chimiche sarebbero passate nelle mani della guerriglia sunnita che potrebbe rivelarsi non meno pericolosa. Ora però è in corso lo smantellamento dell’arsenale chimico (se funziona). 


L’impressione da lontano è che la Siria sia diventata un enorme caso-studio per i servizi segreti israeliani. Si sa che osservano i lanci di missili balistici – tipo gli Scud – contro le città controllate dai ribelli, perché si è trasformata in un’occasione unica per vedere come funziona l’apparato militare siriano (mentre è impegnato ad attaccare la sua stessa popolazione). Si sospetta che siano coinvolti in alcuni casi di lotta contro gli iraniani in campo terzo, come sarebbe accaduto nell’uccisione vicino Aleppo del generale al Shateri, inviato delle forze speciali dei Guardiani della rivoluzione Si sa per certo, infine, che tengono d’occhio tutto il traffico di armi tra l’esterno – russi, soprattutto – il governo siriano e il gruppo libanese Hezbollah. Da febbraio in poi ci sono stati almeno sei raid per bombardare armi sofisticate – missili – prima che fossero spostate in Libano.


Un discorso analogo vale per il problema Libano, che va inteso come “Hezbollah”.
Il gruppo ha scelto di gettarsi nella mischia siriana e per questo è sottoposto a una torsione brutale sia dal punto di vista materiale – centinaia di perdite – sia dal punto di vista ideologico: è difficile dire di essere la “muqawama”, la resistenza, intesa contro Israele, e invece andare al di là del confine a combattere contro altri arabi. Se non rispolverando il motivo settario – noi sciiti contro loro sunniti – che non promette nulla di buono per il Libano, costruito sopra un volenteroso equilibrio fra fedi e tradizioni diverse.
“Meglio i sunniti che gli sciiti” A settembre Reuters ha pubblicato un’intervista informata con il generale israeliano Yair Golan, che comanda il settore nord della Difesa, quindi quello che si occupa anche della frontiera con la Siria (ormai senza più la preoccupazione immediata delle armi chimiche). Anche Golan sostiene che non c’è da preoccuparsi delle forze terrestri di Assad, messe troppo a dura prova dal conflitto interno, e con Reuters ha aggiunto un parere interessante: per lui sarebbe preferibile una vittoria dei gruppi ribelli sunniti della guerriglia anti Assad che una permanenza al potere dell’attuale apparato (vale a dire gli assadisti appoggiati dall’Iran e aiutati dagli hezbollah). I ribelli sunniti includono anche gruppi dichiaratamente nemici di Israele, ma sono comunque più arretrati dell’asse tra alawiti e sciiti, che è un’alleanza tra stati ed eserciti.

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FONTE:http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=51530

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