guerra all'italico declino

FEDERALISMO; necessità italica di DITTATURA CORRETTIVA a tempo determinato per eliminazione corruzione, storture e mafie; GIUSTIZIA punitiva e certezza della pena; LIBERISMO nel mercato; RICERCA/SVILUPPO INNOVAZIONE contro la inutile stabilità che è solo immobilismo; MERCATO DEL LAVORO LIBERO e basato su Meritocrazia e Produttività; Difesa dei Valori di LIBERTA', ANTIDOGMATISMO, LAICITA' ;ISRAELE nella UE come primo baluardo di LIBERTA'dalle invasioni. CULTURA ED ARTE come stimolo di creatività e idee; ITALIAN FACTOR per fare dell'ITALIA un BRAND favolosamente vincente. RISPETTO DELLE REGOLE E SENSO CIVICO DA INSEGNARE ED IMPORRE

mercoledì 20 novembre 2013

RICETTE PLUS

L'Italia ha un enorme vantaggio competitivo in termini di sviluppo e crescita: LA VALORIZZAZIONE  DEL FATTORE "Q" ( il patrimonio "Qlturale e artistico).
Esso può essere una leva efficace per sviluppare 
nuovi posti di lavoro, reputation e Immagine.

CAPRE AL COMANDO!

Il fallimento del Welfare modello Camusso e Fassina


Nell'Europa della crisi vincono quasi tutte le forze politiche che puntano ad allegerire uno Stato sociale fatto di troppe tasse e spesa pubblica, per rilanciare un modello più liberale e meno opprimente per i cittadini.  
Una lezione che il Pd non ha capito. 

Sui risultati post-elettorali stiamo assistendo in questi giorni ai commenti più disparati e ne avremo per molti mesi a venire.
Inutile, dunque, soffermarsi su tematiche quale "rischio ingovernabilità, accordo Pd-Pdl, Grillo contro Bersani". Tutti i media ne parlano già abbastanza.
C'è invece un aspetto che noi di Libero Mercato, orfani di una forza politica credibile, vorremmo sottolineare e che è rimasta un pò a lato rispetto alla scena politica principale: il fallimento elettorale di un modello di sinistra ormai desueto
Il Partito Democratico ha sicuramente sofferto di una mancanza di leadership del suo segretario, e chissà quale sarebbe stato il risultato se alle primarie fosse emerso un profilo più moderno e combattivo come quello di Matteo Renzi
A pesare sull'esito negativo delle urne è stata inoltre la visione di politica economica del Pd, troppo schiacciata sulle idee del responsabile Stefano Fassina ed appiattita sulle posizioni "conservatrici" della Cgil di Susanna Camusso, consacrata all'alleanza con la sinistra di Nichi Vendola.
In Europa quasi tutte le elezioni tenutesi all'indomani della crisi, ad eccezione della Francia,  hanno visto soccombere le piattaforme programmatiche basate su un welfare di stampo novecentesco, un mix depressivo di tasse, spesa pubblica e statalismo, con pochi riferimenti agli indispensabili tagli dei costi alla pubblica amministrazione
Bersani avrebbe dovuto guardare ai risultati elettorali in Irlanda, Spagna, Portogallo e Grecia prima di presentarsi con una compagine di post-socialisti, in un paese già martoriato da una pressione fiscale al 45,3%.
La difesa del tradizionale modello di Stato Sociale europeo in contesti di mercati sempre più globali, prevede costi eccessivi e non può durare ancora a lungo senza l'avvento di profonde e radicali riforme.
Anche la Svezia, esempio classico di socialdemocrazia ben organizzata, ha rinnovato il mandato ad un premier "conservatore" impegnato però su un programma di riduzione fiscale e tagli del welfare e spesa pubblica. 
Stesso discorso in Gran Bretagna per il promotore della "Big Society" David Cameroon
Mantenere un sistema attuale, con un basso grado di innovazione e crescita, ha bisogno di una fiscalità robusta per essere finanziato e francamente è un modello che non incontra molto successo al di fuori dell'Europa
Negli ultimi anni sempre più cittadini sembrano preferire i vantaggi di una pressione fiscale meno opprimente piuttosto che i servizi offerti da un livello costante di spesa pubblica, senza considerare che troppo spesso a tasse elevate non corrisponde purtroppo un'assistenza di qualità adeguata.
Una lezione che potrebbe servire per svecchiare il Pd, non solo anagraficamente, ma soprattutto sul fronte delle idee e delle proposte sul campo economico.
Non significa certo trasformare un partito di (centro) sinistra in una destra ultra-liberista, ma riformulare le offerte politiche per venire incontro ad una società che ha poca dimestichezza con il concetto di "lavoro dipendente", "contratto nazionale" e contributi pensionistici.
C'è invece un'intera generazione di giovani tenuti fuori dal mercato del lavoro e di piccoli imprenditori a partita Iva che aspettano che qualcuno si occupi seriamente dei loro problemi, favorendo lo sviluppo e l'insediamento sul territorio, l'avvio di nuove attività autonome attraverso un piano di de-fiscalizzazione, incentivi alle start-up, crediti d'imposta e agevolazioni per il finanziamento bancario.
Una fetta di popolo e di elettori, spesso moderati e lontani dall'immagine dei forconi di piazza, che Bersani ha voluto ignorare, consegnandoli alle braccia di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle, ai quali si sono affidati per disperazione

FONTE:http://www.liberomercato.net/

mandiamo i fautori del burqa a giocare nei campi minati

" Burqa, una prigione per la donna "commento di Astrit Sukni
"Scusi signore, mia moglie dice che l'ha guardata"
"Mi scusi, pensavo che fosse la mia "
"Mia moglie non è che per i miei occhi....che cane, pensava che fossi sua moglie !"
"Omar, sono qui".



Burqa. Un cosiddetto abito femminile che copre testa, viso e occhi. Permette di vedere solo tramite una finestrella - chiamiamola pure grata, come quella delle cella di un carcere - che comunque lascia malamente vedere solo gli occhi . Un indumento violento che ingabbia il corpo femminile. Le donne afghane sono costrette a indossarlo sin dagli anni '70, perché così vuole la volontà di Allah ma anche quella degli uomini religiosamente fanatici, che costringono le donne a furia di frustate a 'obbedire'. Una religione retrograda le costringe a coprirsi anche se sul Corano nessuna sura lo prescrive. In Occidente sono arrivati milioni di arabi e musulmani in cerca di libertà e di democrazia. Sono fuggiti dalla miseria, ma hanno portato con sé il fanatismo religioso del fondamentalismo islamico. Nei loro paesi vige la dittatura fondamentalista islamica, ogni forma di laicità viene bandita. Portano le loro donne in Europa e le costringono a vestirsi come nei loro paesi d'origine perché qui la libertà di culto è garantita. In Italia la garantisce la costituzione, art 19 che recita: "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume." In nome della libertà di culto e di propaganda i musulmani costringono le donne a coprirsi del tutto e le tengono segregate dalla società. Le usano solo a fini riproduttivi. L'Imam di Segrate Ali Abu Shwaima dice che nessuna donna musulmana è costretta a coprirsi. Ma se il marito dice che deve coprirsi lei lo deve fare senza alcuna esitazione, pena il castigo sotto forma di violenza corporea. In Italia è vietato presentarsi in pubblico col il volto coperto, secondo la legge 152 del 1975, una legge non rispettata da quelle donne musulmane che escono per strada con il capo coperto, ma che non viene fatta rispettare nemmeno dalle istituzioni. Il burqa serve anche a coprire i segni di violenza che alcune donne musulmane sono costrette a subire per mano di mariti, fratelli e padri. Portare il burqa dovrebbe essere vietato come in Francia. In Italia invece non è così, lo dimostra la richiesta folle del pm milanese che ha chiesto un mese di carcere e una multa di 100 euro per Daniela Santanchè, che si era recata davanti a un luogo dove veniva festeggiato il fine Ramadan, e dove molte donne indossavano il burqa. In Italia diventa sempre più un problema manifestare il proprio pensiero contro l'Islam o l'islamismo in generale. Si viene tacciati di razzismo e islamofobia solo perché uno è in disaccordo con 'leggi' islamiche o/e con certe usanze medioevali che tuttora sono in vigore nei paesi islamici ma che purtroppo stanno prendendo piede anche in Occidente. In alcuni paesi come Inghilterra e Belgio sono già realtà. Gli imam fai-da-te sono pronti a puntare il dito dandoti dell'infedele e a ricordandoti che nessuna critica può essere mossa al Corano da un non musulmano. Allora che senso ha parlare di violenza sulle donne quando in Italia non siamo in grado di garantire la libertà delle donne oppresse da un indumento che le umilia e le imprigiona ?
P.S. Apprendiamo dalle agenzie che l'imam di Segrate ha lanciato una fatwa contro Daniela Santanché.
Scontro di civiltà? Noooooo 


Altro che misericordina ci servirebbe THATCHERINA in supposte!!


«A voi servirebbe un po’ di Thatcher»
Intervista a Lord Lawson, ex-ministro delle Finanze nel governo di Lady T
Per Lord Nigel Lawson, 81 anni, uno dei ministri più vicini a Margaret Thatcher, cancelliere dello Scacchiere per 6 anni, «lo Stato in Italia pesa troppo». Il modello Thatcher aiuterebbe, ma, dice, «il vostro sistema elettorale lo rende difficile».
Nigel Lawson, oggi Lord Lawson, 81 anni, è stato uno dei ministri più vicini a Margaret Thatcher, cancelliere dello Scacchiere (ministro delle Finanze) per sei anni, padre del Lawson Boom che accompagnò l’ultima parte degli Anni Ottanta britannici. E appena stato premiato, per i suoi meriti liberali, dall’Istituto Bruno Leoni.

Quando voi Conservatori prendeste il potere a Londra, nel 1979, la Gran Bretagna era in una fase di declino apparentemente irreversibile. Ma ribaltaste la situazione. Anche l’Italia ha bisogno di un Momento Thatcher?
«Sarebbe molto d’aiuto. I problemi dell’Italia non nascono solo da responsabilità sue: l’appartenenza all’eurozona non credo benefici l’economia, al contrario. Detto questo, lo Stato in Italia è troppo potente: costringe i tanti imprenditori e creativi che avete a combattere contro una forza fuori controllo. Un Thatcher Moment vi aiuterebbe ma credo che il vostro sistema elettorale lo renda difficile: è fondamentale potere governare per un periodo certo, dopo di che gli elettori decidono».

Andrebbero bene anche un Momento De Gaulle o Roosevelt?
«Credo che Thatcher sia l’esempio più rilevante perché più recente e più applicabile all’Italia: nel 1979, anche la Gran Bretagna era un Paese da salvare dal declino economico permanente».

I leader politici italiani soffrono di una sindrome da limite, sentono l’impossibilità di cambiare e abbassano ogni ambizione.
«Certo, in una democrazia ci sono limiti a quello che un governo può fare. Ma quasi sempre i politici si auto-limitano. Se sei coraggioso e agisci da leader puoi fare cose molto rilevanti.
Noi in dieci anni facemmo cose che fino a quel momento tutti ritenevano impossibili, a co mincìare dalla riforma delle leggi sui sindacati che bloccavano l’economia».

Da dove si comincia?
«La chiave sono le liberalizzazioni, l’apertura dell’economia, la deregulation. Deve essere chiaro che non è il governo a creare la crescita ma le imprese e gli individui. Rompere i monopoli, frenare il potere di veto dei sindacati, abbassare le tasse, liberare l’economia dagli eccessi di regole e di burocrazia. 11 tutto unito alla disciplina del bilancio pubblico».

La Gran Bretagna è di fronte a scelte importanti. Iniziamo dall’economia e dal primo ministro David Cameron.
«Cameron ha fatto errori, ma sull’economia il governo ha avuto successo nel mantenere il cosiddetto Piano A, cioè la riduzione del deficit pubblico attraverso meno spesa. Aveva ereditato un debito pubblico e un debito delle famiglie troppo alti, ma ora la fiducia è tornata, l’economia ha buone prospettive, migliori che nel resto d’Europa».

Il Regno Unito terrà un referendum sulla sua permanenza nell’Unione Europea, ha promesso Cameron.
«Ha fatto bene, la gente deve potere decidere.
E spero che decida di uscire dalla Ue. L’introduzione dell’euro ha cambiato strutturalmente l’Unione Europea anche per chi, come noi, non fa parte dell’eurozona. A questo punto, o sei interamente dentro o sei interamente fuori».

Il settimanale Economist dice però che la Great Britain, così facendo, diventerà una Little England.
«L’Economist è tendenzioso. In realtà, rischiamo di diventare la Little England se restiamo dove siamo. Dobbiamo invece puntare a essere la Global Britain: il punto di riferimento dei Paesi emergenti in Occidente. Possibilità molto reale e già in atto grazie all’internazionalità della City di Londra, ai rapporti storici con l’India e l’Africa, a Hong Kong che ci dà un’esposizione alla Cina. Londra è già una global city, più di qualsiasi altra. Non so però se al referendum i britannici voteranno per abbandonare la Ue: temo di no, cambiare è sempre faticoso».

Anche la Scozia terrà un referendum, per diventare indipendente.
«Non credo deciderà di staccarsi dal Regno Unito. Tra l’altro, se lo decidesse, ci vorrebbero anni per risolvere le questioni legali e pratiche.
Ma spero che si raggiunga un compromesso su un maggiore grado di autonomia per gli scozzesi».

Da Corriere della sera, 14 novembre 
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giovedì 22 marzo 2012

Tolosa: il terrorista islamico nella casa popolare



Il terrorista Algerino con Cittadinanza francese ottenuta grazie al “famigerato” Ius Soli, abita in una casa popolare.
Un immigrato condannato per altri reati e catturato durante la guerra in Afghanistan, vive in un alloggio popolare a spese del contribuente francese: fantastico.
Quanti altri immigrati, proto-terroristi, vivono oggi nelle case popolari in Italia?
 

Noi lo avevamo detto ieri: il sedicente “neo-nazismo” era solo una cortina fumogenza per gridare al “razzismo”. E la Stampa italiana era corsa come presa da attacco orgasmico dietro questa boutade.
Ora i Lerner e i Battista, i DeBortoli e tutta la compagnia degli xenofili, si cospargano il capo di cenere e straccino i ridicoli articoli che avevano scritto!
Ora chiunque riconosca chi è il vero nemico, non una presunta “xenofobia”, lecita, visto ciò che accade, ma l’invasore islamico, il terrorista potenziale che si cela dietro immigrato.
La polizia francese secondo radio Bfm mercoledì ha arrestato Mohammed Merah, il 24enne francese di origini algerine sospettato degli omicidi di tre soldati francesi a Tolosa e Montauban e della strage di lunedì davanti al liceo ebraico del capoluogo della Garonna. Fin dalla notte era stato lanciato un raid per catturarlo, ed erano stati coinvolti circa 300 elementi tra poliziotti e forze speciali. L’operazione è scattata intorno alle 3 del mattino e l’uomo si era asserragliato in un appartamento al piano terra del numero 17 di via Sergent Vigné, nel quartiere Cote Pavée. Qualche ora dopo si è registrato uno scontro a fuoco in cui tre poliziotti sono rimasti feriti in maniera non grave. Un cordone di sicurezza è stato fissato a circa 150 metri dal teatro delle operazioni e il gas è stato tagliato in tutta la zona.  Il presunto killer ha annunciato la sua volontà di arrendersi verso le 14.30: lo dice una fonte di polizia anonima, citata sul sito internet del quotidiano francese Le Monde.
MOHAMMED MERAH – Il killer è un 24enne con legami con Al Qaeda che in epoca recente si è recato nella regione al confine tra Pakistan e Afghanistan, zona appunto densa di campi jihadisti, dove si sarebbe avvicinato al terrorismo. Tra l’altro l’uomo era evaso alcuni anni fa dalla prigione di Kandahar dove doveva scontare una condanna a 3 anni per una serie di attentati. Successivamente aveva anche chiesto di entrare nella legione straniera, ma era stato respinto. Il giovane era sotto osservazione della Direzione centrale delle Informazioni interne (Dcri) da dopo gli attacchi ai tre militari (l’11 marzo e lo scorso giovedì), ma veniva seguito da anni dall’antiterrorismo, secondo il ministero dell’Interno. Nel 2010 aveva tentato di entrare sia nella Legione Straniera sia nell’esercito, ma era stato scartato per i suoi precedenti penali da piccolo criminale. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha espressamente chiesto di «prendere vivo» l’uomo, aggiungendo che il «terrorismo» non riuscirà a «fratturare la comunità nazionale». «Siamo certi che l’uomo barricato sia l’autore delle stragi di Montauban e Tolosa. È pronto ad arrendersi questo pomeriggio», ha assicurato il ministro dell’Interno Claude Guéant a un’emittente locale.
«PER I BIMBI PALESTINESI» - L’uomo abita a meno di 3 km dal liceo ebraico dove, secondo l’accusa, lunedì mattina ha ucciso a sangue freddo un rabbino di 30 anni, Jonathan Sandler, e tre bambini di 4, 5 e 7 anni, ferendo anche gravemente un 17enne.  Merah rivendica  questo l’attacco al liceo sostenendo di aver agito perché voleva «vendicare i bambini palestinesi». A caso, invece, sono stati scelti i quattro soldati colpiti – uno è ancora ricoverato in ospedale – e solo per coincidenza sono tutti di origine straniera.
«È SOLO L’INIZIO» – Il sospetto avrebbe telefonato poco prima del raid a France 24  annunciando che le stragi nel Sudovest francese «sono solo l’inizio», che è contro «la legge sul velo», entrata in vigore lo scorso aprile e che ha aggiunto: «I giudei hanno ammazzato i nostri fratelli e le nostre sorelle in Palestina». L’uomo, all’apparenza molto calmo, ha anche spiegato di aver «filmato tutti i delitti, i video saranno presto messi online».
 FONTE:http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/tolosa-ennesima-strage-islamica-legami-con-limmigrato-di-milano/
Tolosa, ucciso il terrorista della strage nella scuola ebraica. Feriti tre agenti
blitz a tolosa
Mohamed Merah, il terrorista di Tolosa, è morto. Il giovane di origine algerina accusato di essere il killer della strage di ieri l’altro alla scuola ebraica, è stato colpito alla testa da un proiettile sparato da una delle teste di cuoio entrate nell’appartamento nel quartiere residenziale di Cote Pavée dopo oltre 30 ore di assedio. Merah li stava aspettando. Dopo l’irruzione della polizia si è sentita una lunga serie di raffiche di armi automatiche durata oltre tre minuti. Le teste di cuoio hanno lanciato gas paralizzanti. Tre agenti sono stati feriti, di questi uno è in gravi condizioni. Sul posto, prima del raid, c’erano un’ambulanza e alcune barelle vuote.

Secondo le prime dichiarazioni ufficiali, quando Merah si è accorto di una sonda video introdotta dagli agenti nel bagno ha tentato la fuga e quando gli agenti delle forze speciali hanno fatto irruzione nell’appartamento si è spostato su un balcone, sparando all’impazzata con le numerose armi ancora in suo possesso. Poi è saltato dalla finestra con un kalashnikov in mano: il suo cadavere è stato recuperato all’esterno del covo. Successive dichiarazioni hanno chiarito che l'uomo è stato invece colpito alla testa durante il blitz. 
 
Il presidente francese Nicolas Sarkozy aveva dato l’ordine "di catturarlo vivo" 1 ma il timore era che Merah potesse già essersi tolto la vita nonostante avesse detto di voler "morire con le armi in pugno". Durante la notte erano stati infatti sentiti due colpi di arma da fuoco poi le comunicazioni si erano interrotte
FONTE: http://www.parmasera.it/attualita/tolosa%C2%A0morto-il-terrorista-della-strage-nella-scuola-ebraica-feriti-tre-agenti.jspurl?IdC=1618&IdS=1618&tipo_padre=0&tipo_cliccato=0&id_prodotto=19836&tipo=0&css=&com=c

mercoledì 21 marzo 2012

Ogni anno una famiglia sterminata..

Scannate il terrorista islamico di Tolosa , spellatelo e cospargetelo di sale da vivo dopo averlo impalato senza ucciderlo..
l'anno scorso I FOGEL.
.

La strage di Itamar, sterminata un’intera famiglia in modo atroce



Non ci sono parole per descrivere l’orrore, “eroi” palestinesi! Udi e Ruthi Fogel e i loro tre bambini, Hadas di tre mesi, Elad di tre anni e Yoav di 11 anni sono stati sgozzati come animali mentre dormivano.T raduzione dall’inglese, fonte:   Israel Ministry of Foreign affairs Almeno un terrorista infiltrato nella West Bank insediamento di Itamar, sud-est di Nablus, in ritardo Venerdì sera (11 marzo) e pugnalato a morte Udi (36) e Ruth (35) Fogel, ei loro figli Yoav, 11, Elad, 4, e -month-old Hadas 3. Le uccisioni sono avvenute  poco dopo le 10 di sera, quando uno o due attaccanti hanno saltato il recinto che circonda Itamar e hanno fatto irruzione nella casa di Ruth e Udi Fogel. Gli aggressori sono andati  da una stanza all’altra, da un lato accoltellato i genitori e la loro bambina di 3 mesi, Hadas, poi si  è proceduto alla stanza successiva, dove hanno ucciso i due ragazzi mentre dormivano, Elad, 4 e Yoav, 11. Altri due ragazzi – Ro’ie, 8 e Yishai, 2 – dormivano in un’altra stanza e non sono stati attaccati.

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